Felhìvàsok

Magyar filmek Settignano-ban

venerdi 26  febbraio 21.30

HUKKLE (ungherese subtitle italiano) Di  György Pálfi

sceneggiatura: György Pálfi, Zsófia Ruttkay.    produzione: Mokép, ORTT, MMK, TV2.    Ungheria, 2002, durata  75 min.

Un vecchio col singhiozzo si siede su una panchina e guarda. Intorno a lui il mondo naturale e quello degli uomini proseguono le loro lente, ripetitive esistenze come fossero un’unica cosa.

Ma un giorno, nel villaggio del vecchio, la gente inizia a morire. Per la precisione, i membri ‘inutili’ della comunità: quelli che non possono più lavorare, i disoccupati, gli anziani e i malati. E non muoiono di morte naturale…

Hukkle è un film assurdo e misterioso. Se lo si guarda con disattenzione sembra quasi un documentario sulla vita di campagna. Ipnotizzati dai primi venti/trenta minuti di immagini e suoni che non rimandano ad altro se non a ciò che avviene in quel momento, senza un filo narrativo, rischiamo addirittura di non accorgerci di quanto inizia ad accadere da un certo momento in poi.

L’Ungheria, che conosciamo appena attraverso i film di Béla Tarr o i romanzi di Sandor Marai, si conferma ancora una volta come una terra di fascino e mistero, ma anche malata e inquietante.

La vita, sembra dire questo film, non vuol dire niente, non significa niente, così come il titolo del film: niente più che un suono onomatopeico di incerta provenienza.

venerdi 5 marzo 21.30

TAXIDERMIA (ungherese subtitle italiano) Di György Pálfi

Con Csaba Czene, Gergely Trócsányi, Piroska Molnár, Adél Stanczel, Marc BischoffGábor Máté, Zoltan Koppany, Géza Hegedüs D, Erwin Leder

Ungheria   2006   Durata: 90′

La storia surreale e grottesca di tre generazioni: il nonno erotomane, il figlio campione fallito di ‘abbuffata veloce’ e il nipote tassidermista. Tre episodi che si intersecano in cui il corpo, con in suoi desideri e le sue necessità, è l’assoluto protagonista. In cui il sublime viene attinto nel punto più estremo dell’umana materia, tra escrementi, vomito, umori e secrezioni.

Capolavoro assoluto di un giovane regista ungherese, che rielabora con lucida crudeltà quei materiali che nessuno di noi vorrebbe mai vedere farsi cinema

Ho letto che a Cannes, dove film è stato presentato, l’accoglienza è stata pessima, con fischi e defezioni prima della fine.

Ulteriore conferma della scarsa garanzia che offrono i responsi festivalieri.

Taxidermia è uno dei film più originali usciti negli ultimi tempi. Il giovane regista ha talento e fantasia e lo dimostra sia nella scelta delle inquadrature (funzionali alla storia e non al suo narcisismo), che nel lavoro di sottrazione degli elementi narrativi (alla Park Chan-wook o Kitano, per intenderci). Ad esempio è quasi certo che gli ultimi due Balatony (questo è il nome della famiglia) siano figli illegittimi ma il particolare non è mai esplicitato. Oppure si veda come è risolto, con un solo particolare, il probabile scontro coi gatti (che noi non vediamo) alla fine. Già solo questo basterebbe per far entrare Pálfi nella rosa dei miei registi preferiti. A ciò si aggiunga una visione lucida e desolante dell’umana condizione, accompagnata comunque da una sguardo benevolo per quei ‘mostri’ che mette in scena e che tanto ci somigliano, ed ecco che l’amore è sbocciato.

venerdi 12 marzo 21.30

DELTA (ungherese subtitle italiano) Di  Kornél Mundruczó

con  Félix Lajkó   Orsolya Tóth   Lili Monori   Sándor Gáspár

Ungheria 2008 – 92 min

Un giovane torna a casa sul delta di un fiume imprecisato dell’est europeo. Il suo ritorno rompe gli equilibri nella sua famiglia. Il rapporto che si instaura con la sorella, mai conosciuta, non può essere tollerato dalla comunità.

L’ultimo film di Kornél Mundruczó, il regista di Johanna, interpretato dalla stessa Orsi Tóth, ha il pregio dell’essenzialità. Pochi e scarni dialoghi lasciano allo spettatore il compito di riempire i vuoti di una storia d’amore che si addentra in un campo minato come l’incesto, senza cercare lo scandalo.

Il film ha avuto un parto complicato, per certi versi simile all’ultimo lavoro di Bela Tarr, nume tutelare del giovane regista ungherese. Il protagonista è morto durante le riprese e Mundruczó ha dovuto rigirare il film con un altro attore (il musicista Félix Lajkó) stravolgendo la sceneggiatura. Ha tolto un sottotesto giallo: il sospetto da parte del giovane del coinvolgimento della madre e del suo amante nella morte del padre, personaggio eliminato, e la conseguente indagine.

Quello che rimane è il fiume, un rapporto d’amore che fa tremare i polsi e l’intolleranza di una comunità. E non è poco.

venerdi 19 marzo 21.30

JOHANNA  (ungherese subtitle italiano) Di  Kornél Mundruczó

Interpreti: Orsolya Toth, Zsolt Trill, Eszter Wierdl

Ungheria  2005 durata 83 min.

Miracolosamente sopravvissuta a un’overdose, la tossicodipendente Johanna, grazie alle premure di un giovane dottore, diventa infermiera nell’ospedale in cui è stata salvata e decide di dedicare la vita agli altri. Comincerà a guarire i pazienti senza bisturi, semplicemente donando loro il proprio corpo. Ma ciò non sarà visto di buon occhio dai medici.

Opera davvero curiosa questa trasposizione della vicenda di Giovanna d’Arco ai giorni nostri che, oltre all’estrosa rilettura del personaggio storico, vanta il primato di essere la prima ad utilizzare un’Opera appositamente composta. La colonna sonora è infatti una suggestiva Opera sulla quale si adagiano i dialoghi dei personaggi. Bellissima la fotografia virata al giallo/verdastro che proietta umori logori e stagnanti nei corridoi e nelle stanze dell’ospedale e il lavoro sulle luci, col volto di Johanna che stancamente emerge dalle tenebre.

Program:
Apericinema       20.00
Proiezione corti  21.00
Proiezione film     21.30

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